I documenti più antichi che citano la coltivazione del Moscato in Piemonte
sono dei primi anni del 1300. Il termine "Moscato" compare proprio
nel Medio Evo con il significato di "profumato".
Questo nome, che ricorre anche nell'accezione "Moscado", viene dal
Tardo Latino "muscus". All'origine la parola si riferisce ad un'essenza
utilizzata nella più pregiata profumeria.
Il moscato piemontese, già prodotto nel 1300 e 1400, vide il suo exploit
soprattutto a partire dalla seconda metà del 1500, quando nuove condizioni
storiche si manifestarono nella regione.
Il duca di Savoia, Emanuele Filiberto, soprannominato Testa d'Fer per la sua
volontà ferrea, a partire dal 1560 iniziò un'opera di radicale
riorganizzazione del suo Stato. Questa politica andava a toccare in modo consistente
l'agricoltura e al suo interno, la viticoltura.
Data l'alta vocazione viticola che mostravano le colline piemontesi, era di
tutto interesse la possibilità di incrementare la produzione locale
di un vino prezioso e pregiato quale era
il Moscato. Così, grazie al periodo di pace che durò per molti
anni, si estesero le aree coltivate, si ampliarono i vigneti e si diffuse
notevolmente la coltivazione del Moscato. Tra il 1500 e il 1600 troviamo delle
interessanti citazioni di vendita di barbatelle di Moscato e di botticelle
di questo vino pregiato.
Nel 1606, Giovanni Battista Croce, gioielliere di Casa Savoia ed anche buon
conoscitore della realtà vitivinicola del Torinese, nella sua opera
"Della eccellenza e diversità dei vini che nella Montagna di Torino
si fanno" enumerava i tipi di uve "più eccellenti" presenti
nella fascia collinare circostante la città. Fra le uve bianche segnalava
il "moscatello nostrale" e ne parlava come di un'uva diffusa, "da
tutti conosciuta", base del vino chiamato con lo stesso nome. Di questo
vino dava anche alcune norme di vinificazione.
Nelle opere dei geografi piemontesi del 1600, si trovava già delineata
quella che oggi consideriamo la zona eletta del Moscato e ormai nel 1700,
in una serie di articoli pubblicati a Losanna su vini e vigne di tutto il
mondo, si parlava specificamente di un Moscato bianco del Piemonte, molto
stimato.
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